VIDEO REVIEW

RASSEGNA VIDEO 

8 Febbraio - 5 Marzo 2016

Loggia della mercanzia, Genova

 

ALESSANDRO AMADUCCI

The Web, 2007. Video, durata 07’18’’

Realizzazione video e suono/camera, editing, compositing, sound: Alessandro Amaducci Computer grafica: Dimitri Milano

Presenza: Paola Chiama

I corpi di Internet incontrano un fantasma con un corpo. La Rete imprigiona il suo ospite ma viene sfondata, svelando il suo intero.

 

MANDRA STELLA CERRONE
Sine Nomine, 2015. Video, durata 1’10’’ 

“Lo sai, il nome che si porta significa molto. Sai anche che ai malati spesso si dà un nuovo nome per guarirli, perché col nuovo nome essi ricevono anche una nuova essenza. Il tuo nome è la tua essenza” (C.G.Jung – Libro Rosso, p.282)

Il nome è un progetto, un suono capace di modellare la realtà. Stringhe di nomi trasmettono progetti da una generazione all’altra. La nostra storia inizia prima che nasciamo e il nostro nome ci unisce a essa. Nella ripetizione il nome diventa un mantra. Un suono che può avere effetti benefici o dannosi. “Un nome sbagliato è più deleterio di un veleno ed è un veleno che agisce nel nostro cervello per sempre.” Il mio nome è un anagramma, il centro di uno scontro, di due polarità interconnesse tra loro e con me. Il loro sguardo si sovrappone al mio nel distillato di lettere, chi è che guarda quando guardo il mondo?

BORIS ELDAGSEN

How to disappear completely/THE POEMS (2008-ongoing). Video portfolio, durata 5'21''

Boris Eldagsen fotografa di notte esplorando i limiti della raffigurazione. Piuttosto che percorrere le storie, i luoghi e le persone, i suoi dirottamenti di lavoro trasformano la realtà esterna, per dipingere così una realtà oltre il tempo e lo spazio: quella dell’inconscio. Allo stesso modo di Faust di Goethe, Eldagsen persegue “whatever holds the world together in its inmost folds “ per creare immagini che sono inaccessibili alla mente razionale, costringendo lo spettatore a ruotare nei propri ricordi e sentimenti. Così Boris chiama le sue fotografie POESIE. Lavorando in questo modo paradossale, Eldagsen difficilmente può essere attribuito ad una scuola di fotografia. Senza materiali eccessivi o effetti digitali, combina le tecniche della strada e mette in scena fotografie per creare immagini che stanno tra pittura, cinema e teatro. Così l’artista trasferisce queste qualità per la presentazione del suo lavoro, creando istallazioni site-specific che racchiudono in sé una varietà di formati di carta da parati e video per creare un’esperienza in cui la realtà diventa fluida ed i visitatori possono camminare attraverso le immagini in uno spazio interiore.

TEYE GERBRACHT

Hauch. Video Hd, Color, durata 6'66''

"Il mio lavoro è destinato ad essere misterioso, inquietante e cupo. Mi aggiro alla ricerca di posti che corrispondono a questi sentimentI."

ELEONORA MANCA
Uncalled for Anatomy, 2015. Video HD, durata 1’15’’

Il corpo (scevro da ogni segno autoreferenziale) diviene cifra di tutti i corpi, esplorandosi si archetipizza dimenticando la propria soggettività; rivendica l’umiliazione estrema di essere segregati in un corpo unico e sessuato e al contempo la nostra natura di essere fragili tanto nella carne quanto nello spirito. Il corpo in ogni sua metamorfosi, nell’accettazione del dolore che ogni muta esige, richiede; prendendo coscienza del tempo e dello spazio necessari a “cambiar pelle”, a dare avvio agli inevitabili mutamenti dovuti alla benedizione d’ogni cicatrice. Il pensiero comunica con il corpo e scrive su di esso le proprie emozioni recuperando incessantemente i contenuti della memoria. Ogni corpo è memoria ed essa si stratifica a tal punto che ogni nostro atto è inevitabilmente legato ai ricordi che il pensiero cosciente tende ad annullare, ma che sostano inattaccabili nel corpo. Laddove la mente opera secondo azioni di conoscenza e di rimozione, il corpo non dimentica nulla e mantiene nelle proprie cellule ogni avvenimento, ogni pensiero, ogni sguardo, ogni parola. L’idioma del corpo è dunque l’inesplicabile linguaggio della memoria. Prendere coscienza del tempo e dello spazio dovuti al cambiar pelle osservando, nella costante metamorfosi, il solo possibile esito finale. Al crocevia di un essere che - pur non essendo ancora diverso da sé - sta per diventarlo.

LORENA MATIC

Sensazioni immobiliari, 2011. Video, durata 9’58’’ 

Written and directed by Lorena Matic

Screenplay Lorena Matic, Hari Bertoja, Davide Salucci

Cast in order of appearance Lorena Matic, Andrea Tich, Gessica De Marin, Gualtiero Giorgini, Roger Vandeburg, Alessandro Vaccaro, Stefano Matelich, Marco Vaccaro

Editing and music Hari Bertoja, Davide Salucci

Camera and visual effect Davide Salucci

La realizzazione del cortometraggio ideato da Lorena Matic ha richiesto una lunga preparazione, che ha spinto l’artista a vivere personalmente l’esperienza dell’agente immobiliare per mettere in scena un altro mestiere, in linea con il ciclo fotografico I Mestieri al quale Matic lavora da anni. Sempre entro una poetica dedita alle relazioni sociali e alle più diverse collaborazioni, quest’opera riconferma la vena ironica vissuta calandosi di volta in volta in ruoli e travestimenti diversi. Attingendo all’esperienza lavorativa praticata per l’occasione, dalla quale recupera modalità di relazione finalizzate alla vendita, sviscerando paure, dubbi e problematiche affettive, economiche e logistiche percepite in chi è in cerca di casa, Matic trasforma una visita guidata a un appartamento in vendita in un sinistro e assurdo viaggio tra il mondo del lavoro e la psicologia del quotidiano.(Testo di Sabrina Zannier tratto dal catalogo di Maravee Fabrica)

RALPH MEILING 

Bill Gates and Bruce Lee, 2013. Video Hd, durata 9’’ 

Meiling sviluppa uno stile che oscilla costantemente tra video e fotografia. Le sue fotografie sono state scattate da una tecnica di registrazione non convenzionale. I modelli trascorrono ore con l’espressione immobile del viso, seduti su una sedia e sono stati illuminati dall’artista da un’unica fonte di luce. Nei lavori video concentra con grande forza dirompente sovrapposizioni iconiche di personaggi famosi nei canali mass mediali intrecciandone le immagini pubbliche di rappresentazione e fondendole in un’ibridicità elettronica.

RALPH MEILING 

Hitler Einstein and Vintage Porn Actor, 2013. Video Sd, durata 9"

ANNALISA PISONI CIMELLI

Nerti, 2015. Video digitale hd 16:9, durata 3’02’’ .Edizione 3/3

Pelle che cambia, che muta, sgranata e ferita, che ci protegge e ci espone. Mi guardo da vicino. Che cosa so’ di me? Che cosa ricordiamo di noi? Perché la memoria è nel corpo. La memoria è il corpo. Osservo, analizzo e recupero il mistero e il ricordo del primo contatto. Guardo la mia pelle, quella degli altri, fino a distinguerne la trama. Ci guardo attraverso, forse, fino a che le pieghe di una mano o quelle di un pugno chiuso, diventano, rinascono; un paesaggio, una mappa che si può abitare o esplorare. Una sorta di altra esistenza che ritorna alle origini. Per esprimere questa indagine artistica non prediligo un media in particolare ma quelli che possono servire a tradurre al meglio la mia ricerca. La pittura, la fotografia e spesso le due tecniche mescolate insieme danno vita ai miei lavori. Le immagini in movimento, il video, esprimono con forma differente un racconto, un’intuizione, legame sottile, una storia, una trama. Visioni quasi in macro dove il corpo e la pelle sono tramite ad un momento in cui si abbandona la parola e si raggiunge la memoria del silenzio primordiale.

Il video realizzato durante la residenza artistica in Lituania, racconto come il mio corpo è entrato fortemente in relazione con l’ambiente naturale della Lituania,e in particolare con l’acqua dei fiumi Nemunas e Neris che confluiscono nella città di Kaunas. In questo luogo per me significativo e simbolico, di meditazione e riflessione ho potuto ascoltare maggiormente me stessa per esprimere al meglio le mi sensazioni.

CHIARA SCARFO'

Untitled (walkabout), 2011. Video, dv pal, durata 6'46" (loop)